Serena De Bari, un sogno grande come la musica

Ha già all’attivo una partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, il featuring con gli Sugarfree e la prestigiosa apertura del concerto di Roberto Vecchioni. Oggi Serena de Bari ci presenta il suo nuovo singolo Check, in cui si propone in modo completamente rinnovato rispetto al sound dei precedenti lavori. Travolta da un’autentica passione per la musica, la performer originaria di Molfetta (BA) ama viverla e trasmetterla, riuscendo sempre a conquistare il pubblico, grazie alla grande capacità interpretativa, alla grinta e al suo personalissimo stile vocale.

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Check, prodotto da Luca Venturi per Prima la musica italiana ed arrangiato da Simone Summa, è un brano in cui Serena de Bari si propone in maniera innovativa rispetto alla linea musicale dei suoi precedenti lavori.

«Insieme agli altri autori Andrea Gallo e Mirko Verrengia abbiamo sviluppato un testo che affronta il tema della quotidianità che tutti noi viviamo, con le restrizioni necessarie a contenere il pericolo della pandemia. Volevamo trasmetterlo in chiave leggera, ironica, con uno sguardo positivo; il tutto racchiuso da un sound completamente nuovo. Check è un progetto che si discosta da quanto fatto in precedenza, anche come vocalità, molto diversa da quella che il mio pubblico è abituato ad ascoltare.»

Un cambiamento di rotta teso a raggiungere una parte di mercato più ampia.

«C’è una continua evoluzione di gusti, di tendenze, e credo che, oltre alle proprie preferenze, sia giusto tenere conto anche delle scelte del pubblico e dei media. Molti cantanti hanno cambiato il loro stile negli anni ma ciò che conta è restare fedeli alle proprie idee. Non potrei mai cantare un brano che non mi piace! Check è un progetto nuovo e continuerò su questa linea. Ho già pronti altri quattro pezzi che sono ancora più marcati. Vorrei riuscire ad arrivare a un pubblico sempre più vasto, poi ognuno è libero di preferire la Serena di oggi o quella di ieri.»

La Serena di qualche anno fa si fa conoscere dal grande pubblico grazie ai talent show televisivi, tappe determinanti per una svolta artistica che punta al successo.


«Oggi, se vuoi arrivare, o fai un talent oppure devi avere qualche conoscenza ai piani alti, che ti aiuti ad emergere. Oltre alla grande visibilità, il talent ti mette in contatto con artisti di livello e professionisti del settore; ti dà una notorietà che non ti aspetti, alla quale non sei preparato. L’ho vissuto sulla mia pelle. Ti devi mettere completamente in gioco: sono programmi per la televisione e, oltre alla musica, devono raccontare una storia, la storia di un artista, il suo talento. Storie reali che devono essere nitide, ben definite. Se hai poca personalità o poco da raccontare, se non sei centrato, anche a livello artistico, rischi di passare inosservato.»

La giovane performer originaria di Molfetta non passa affatto inosservata. Anzi.

«Mi ha scoperta Isabella Abiuso, la talent scout che mi ha proposto di partecipare ad A Voice For Music, ed è lì che ho conosciuto il mio manager Luca Venturi. È tutto un meccanismo che si mette in moto, dove ogni tassello porta a un passo in avanti lungo la strada del successo. Non ho mai creduto alla storia dell’artista che raggiunge il successo da solo, c’è sempre una grande squadra dietro!»

Un artista che sgomita in un mondo fatto di grandi inchini e qualche maldicenza, un mondo dorato dove non mancano delusioni e scoramenti.

«Ho iniziato a fare i primi casting circa cinque anni fa, arrivando alla fase finale di una trasmissione. Ma poi mi hanno estraniata, cercavano di ridimensionarmi perché il mio modo di essere non corrispondeva all’immagine che volevano dare. Per loro ero troppo esuberante, persino nel look, con i miei capelli rasati. Ho sentito dei commenti che mi hanno ferita.»

Bisogna mostrare la persona per quello che è, altrimenti risulta un prodotto finto, costruito, non si vede l’umanità dell’artista.

«Quando mi hanno presa ad Amici è stata una doppia soddisfazione: lì ricercavano proprio la spontaneità, la vita vera, non un prodotto omologato. Chiaramente, capita anche di sentirti dire in faccia che non ce la farai, ma lo devi accettare. L’importante è trovare la propria strada, ed io ho trovato la mia.»

Un percorso artistico fatto di rinunce, in cui spesso la vita privata viene sacrificata e si ha un continuo bisogno di conferme.

«Di base sono abbastanza selettiva con le amicizie, reputo sia proprio uno di quei valori che con il tempo si stia perdendo. Se non ho altri impegni esco, mi diverto, vedo le amiche di sempre, di cui mi fido e che sono molto molto mature per la loro età; ragazze con una vita avviata, che pensano a costruire… Il sabato sono in studio a registrare e la cosa non mi pesa affatto. Mi piace circondarmi di persone con cui posso parlare di musica, che mi capiscano, che coltivino gli stessi interessi. Molti miei coetanei sono più propensi al divertimento, allo sballo, e questo proprio non fa per me. Spesso non mi ritrovo nei discorsi di tante ragazzine ma sono una grande ascoltatrice.»

Una ragazza senza troppi grilli per la testa ma con il sogno di sfondare nella musica.

«Sogno di costruire una famiglia, avere dei figli. Mi piacerebbe anche praticare qualche sport avventuroso ma non estremo, sennò a mia madre prende un colpo. Però il sogno più grande è quello di calcare i palchi importanti, un giorno, di riuscire a vivere di quello.»

Non è facile immaginare il futuro, neanche quello imminente. Ma la determinazione di Serena de Bari farà sicuramente la differenza.

«Difficile immaginare cosa potrebbe succedere in cinque, dieci anni. Mi vedo sempre nella musica. Anche se non dovessi raggiungere il successo a cui aspiro, vorrei comunque lavorare in questo settore. Sono del segno della Vergine: molto organizzata, tenace e pronta a raggiungere tutti gli obiettivi che mi sono prefissa. La calma è la virtù dei forti.»

Articolo di: Ginevra Baldassari

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