TikTok sta cambiando l'industria musicale?

Il modo in cui gli artisti si approcciano alla musica potrebbe cambiare per sempre, grazie a una app di lip-sync .



Il processo di “memificazione” della musica pop comincia probabilmente con l’idea stessa di meme, e con la sua esplosione mainstream. D’altronde, era abbastanza naturale che due fenomeni pop - uno più sotterraneo, uno più esposto - si incontrassero, utilizzando la tecnologia per evolvere, in maniera naturale, il mondo musicale. Nel 2014 il rapper di Brooklyn Bobby Shmurda è diventato virale su Vine - la defunta app che permetteva di generare brevi video e condividerli sui social - con una “dance move” associata alla sua “Hot N---a.”, la The Shmoney Dance. Il successo di quel pezzo ha portato alla ribalta Shmurda e alla firma con una major, prima che i suoi problemi con la legge lo estromettessero completamente dal mercato musicale.


Da Drake a Blueface

Qualche anno dopo è stata la volta di “In my feeling” di Drake - un maestro dell’arte dello sfruttare a suo piacimento la sua presenza social - e della relativa “Kiki Challenge”. Più recentemente invece, è stato Blueface a far fortuna, la sua e quella della sua hit “Tothiana”: «Tothiana è una hit perfetta per l’età dei social media - è una canzone che fa effetto e che ha anche generato diversi meme. Dietro tutto questo c’è Blueface, che a dispetto della sua relativa inesperienza, dimostra di comprendere come funziona la musica nell’economia moderna e si è creato un personaggio conscio delle sue qualità, che funziona sia come artista sia come contenuto Internet», ha detto Jon Caramanica durante una puntata di The Popcast.Quella di Blueface è diventata una hit grazie ai meme che hanno cominciato a circolare sul testo della canzone, che, una volta diventata hit, ha generato nuovi meme, innescando un meccanismo circolare che ha fatto schizzare un esordiente (neanche particolarmente talentuoso) in Top 10 della Hot 100 Billboard. Se a tutto questo aggiungiamo il ruolo di Youtube in quanto social e dei vari contenuti veicolati dagli Youtuber - in primis le reaction - otteniamo la cifra dell’inscindibile rilevanza dei social network e di Internet nell’industria musicale moderna. Perché se nel suo “How Music Works”, David Byrne scriveva, «La storia e la cultura non possono essere preservate della sola tecnologia», è però altrettanto possibile che un singolo segmento culturale venga radicalmente cambiato dalla tecnologia. Specialmente se questa si chiama TikTok, l’app capace di partorire il singolo brano che ha battuto i record di permanenza alla posizione numero uno della Billboard Hot 100. Ma prima di tutto, di cosa stiamo parlando?



Che cos’è TikTok?

«TikTok è una delle più popolari - e più interessanti - app di social media del pianeta, ma non è ancora entrata nel lessico della maggior parte degli americani», scriveva Rebecca Jennings su Vox. Più nel dettaglio, TikTok non è altro che il “rebranding” di Musical.ly, una app che permetteva agli utenti di caricare brevi video con della musica in sottofondo, a cui, nella maggior parte dei casi, veniva associato un lip-sync o una mossa di danza. Il tutto mostrato a flusso continuo a una community enorme, che visualizza video come in un feed di Instagram. Musical.ly è stata poi comprata dalla startup ByteDance nel 2017 per un miliardo di dollari, con l’intenzione di fonderla a TikTok, un’altra app che la startup aveva già nel suo roster (e che faceva pressapoco le stesse cose). Ad agosto del 2018, TikTok ha completamente assorbito tutti i (numerosi) utenti di Musical.ly, utilizzando una strategia che contava sul coinvolgimento di artisti e persone famose - Cardi B, ad esempio - oltre che una campagna pubblicitaria massiccia e pervasiva.Una strategia che ha funzionato, e che è riuscita a trasformare una app di successo nell’app punta di diamante di quella che oggi è la “most valuable startup” al mondo, secondo quanto riportato da The Verge, superando addirittura Uber. Come sottolineato da diversi media, ad esempio da Sarah Perez su TechCrunch, il punto di forza e di discontinuità dagli altri social di TikTok sta nella sua orizzontalità: se pur esistono delle micro-celebrity e dei micro-influencer, la piattaforma è costruita affinché il contenuto di ogni singolo utente possa diventare virale, instaurando in questo modo sia una sensazione di universalità nella creazione di contenuti, sia un flusso costante e potenzialmente infinito di contenuti realizzati con l’unico scopo di diventare virali. Che dietro la creazione di contenuti da parte di un utente ci sia poi un motivo diverso, è l’obiettivo stesso di TikTok. Un obiettivo che ha ad esempio portato alla nascita di “Old Town Road”.

Come TikTok sta modificando il pop?

In una intervista su Time, Lil Nas X ha rivelato «ho promosso la canzone come se fosse un meme per mesi, fino a che sono arrivato su TikTok e la cosa è diventata enorme. Forse dovrei essere io a pagare TikTok, hanno davvero aiutato il pezzo a crescere. Stava arrivando al punto in cui era quasi stagnante e quando ha cominciato a girare su TikTok, fin dal primo giorno, gli ascolti sono saliti». Le modalità di costruzione di quello che è stato un successo generazionale, da parte di Lil Nas X, spiegano gran parte del modo in cui i social network, e TikTok in particolare, hanno cambiato la musica pop.Il “tormentone” non passa più dalla combinazione matematica di alcune note e tematiche, ma dalla ricerca ossessiva della viralità. Proprio in relazione a questo, Victor Luckerson su The Ringer sposta l’attenzione sugli ascoltatori: «i fan stanno scegliendo sempre di più di organizzare i loro ascolti attorno a momenti “ear-catching”, in playlist, piuttosto che ascoltare un intero album per scoprire i loro pezzi preferiti». Il cambiamento dei gusti degli ascoltatori - del modo di ascoltare la musica più che i generi musicali - ha fatto sì che anche gli artisti di adeguassero e utilizzassero altri mezzi per esporsi al pubblico: sempre The Ringer ha raccontato la storia di Sueco The Child, un rapper che dopo aver provato a realizzare contenuti virali per promuovere se stesso e la sua musica, su Instagram ad esempio, è riuscito su TikTok ha lanciare la sua hit “Fast”, soprattutto perché - come ha detto in una intervista: «non ero più io a essere virale, ora era una mia canzone ad esserlo». Ma se la musica diventa virale e viene ascoltata su TikTok - e quest’ultimo si trasforma quindi in un ibrido tra un social media e una piattaforma di streaming - cosa ci guadagnano gli artisti?


Tratto da Redbull

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